Ogni pentola ha una determinata funzione dettata da forma e materiale: pentole di ghisa, pentole antiaderenti, pentole in alluminio e pentole in acciaio sono tutte contraddistinte da particolari caratteristiche che le rendono più adatte alla preparazione di determinati piatti. In negozio cerchiamo sempre di condurvi alla scelta della pentola più adatta alle vostre esigenze, perchè le abitudini in cucina cambiano di casa in casa. La stessa cosa cercheremo di fare con gli articoli che seguono, spiegando benefici, vantaggi e utilizzo delle diverse tipologie di pentole.

Pentole da cucina: consigli per l’acquisto della pentola adatta alle vostre esigenze. Ampia scelta di pentole e casseruole presso il nostro negozio Coltelleria Iori di Torino

La ricetta che oggi proponiamo è un’ alternativa alla lasagna tradizionale. Abbiamo pensato che fosse divertente servirle in queste graziose mini casseruole rotonde di gres smaltato proposte dalla ditta Le Creuset, un modo tra tanti di rendere la tavola non solo una necessità ma anche un gioco.

lasagne pesce mini cocotte lecreuset

Iniziamo con l’elenco degli ingredienti necessari per 4 persone:

  • 150 gr di sfoglia per lasagne (noi abbiamo usato quella di kamut)
  • 400 gr di pesce spada
  • 1 melanzana
  • 200 gr di passata di pomodoro
  • 100 gr di pecorino sardo poco stagionato (una buona alternativa può essere una mozzarella di bufala)
  • 50 gr di bottarga grattuggiata
  • olio
  • aglio
  • sale q.b.
  • timo
  • pepe

Iniziamo preparando tutte le basi. Impostiamo il sugo di melanzane mondando e tagliando a piccoli cubetti la melanzana privata della buccia. Facciamo saltare in una padella uno spicchio di aglio nell’olio. Una volta dorato aggiungiamo i cubetti di melanzana e cuociamoli per circa un quarto d’ora. Pepiamo e aggiungiamo la passata di pomodoro. Quindi saliamo e facciamo restringere il sugo eliminando i liquidi.

Passiamo al pesce spada. Tagliamolo a cubetti e prepariamo una padella dove faremo dorare uno spicchio d’aglio nell’olio. Saltiamo fino a rendere dorati e ben cotti i cubetti di spada e quasi a fine cottura (10 min) saliamo e aggiungiamo il timo.

Infine cuociamo le sfoglie di pasta per lasagne in acqua bollente e salata. Noi l’abbiamo fatto immergendole una alla volta per evitare che si “incollassero”. Facciamole raffreddare e tagliamole con un coppapasta diametro 8, poichè l’idea è quella di fare delle monoporzioni nelle simpatiche mini casseruole di Le Creuset che hanno un diametro interno di 9 cm.

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A questo punto, dopo aver tagliato delle sottili fette di pecorino, abbiamo tutte le basi pronte, quindi possiamo procedere alla composizione delle monoporzioni, partendo con un filo d’olio sul fondo delle cocotte.

lasagne pesce mini cocotte lecreuset3

Abbiamo fatto quattro strati alternati nella maniera seguente: sfoglia di pasta, sugo di melanzane, pesce spada, spolverata di bottarga e fetta di pecorino.

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Chiudere quindi con una sfoglia di pasta e stendere un’ultimo strato di passata a crudo per non farla  seccare durante la cottura in forno (15 min a 180°). Non ci resta che augurarvi buon appetito!

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Forse sarà un po’ snob, ma Paolo Parisi e la sua piccola produzione di uova ci hanno affascinato. Piccolo allevatore livornese di galline, ha dedicato la sua vita alla ricerca della formula per l’uovo perfetto. Ci è riuscito e, attraverso metodi naturali, ha ottenuto un prodotto di alto livello.

uova e antiaderente Ballarini

La Ballarini, azienda leader in Italia per la produzione di padelle antiaderenti, non poteva trovare una abbinata più riuscita di questa: fargli cucinare le sue ricette a base di uova nelle padelle Ballarini (è noto quanto l’uovo sia l’alimento che si “attacca” più facilmente alle padelle).

Noi abbiamo sperimentato l’antiaderenza della padella Ballarini della linea Salento preparando una sua ricetta (con qualche variazione)…proprio con le sue uova!

IL BIANCO E IL VERDE

Zuppa di bianco di zucchine con tagliatelle di frittata verdi.

Ingredienti: 3 uova, 5 zucchine di media grandezza, 1 spicchio di aglio, 3 cucchiai di olio, 1 mazzetto di timo, sale e pepe, parmigiano reggiano, 125 gr di tonno (a piacere per il composto delle frittatine), 1 cucchiaio di pesto, brodo vegetale e, a piacere, ricotta affumicata o 4 fettine di guanciale per la guarnizione finale.

Pela le zucchine con un pelapatate: tieni da parte le bucce verdi e taglia il bianco a fettine. Metti in padella aglio e olio e fai scaldare: leva l’aglio una volta dorato e aggiungi tre rametti di timo e le zucchine a fette, facendole rosolare. Aggiungi un po’ di brodo, copri e cuoci fino a quando le fettine tenderanno a sfaldarsi. Togli dal fuoco, metti sale e pepe a piacere e lascia raffreddare il tutto. Quando è freddo, passa al frullatore a immersione fino a ottenere una crema liscia. Esegui le stesse identiche operazioni di cottura e frullatura con il verde delle zucchine.

Sbatti in un recipiente le uova insieme alla crema verde di zucchine, il parmigiano e  il pesto (tonno a piacere).

Olia la padella e cuoci il composto ma, poichè lo scopo è di fare tante frittatine sottili, si dovrà ripetere l’operazione più volte, versando poco composto per volta.

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Taglia a striscioline le frittate, ottenendo così una sorta di tagliatelle. Scalda quindi la zuppa di bianco di zucchine, versala nel piatto e aggiungi al centro le tagliatelle. A piacere usa per guarnire la ricotta grattuggiata o il guanciale. (Ricetta tratta dal libro “12 ways” realizzato da Ballarini in collaborazione con Paolo Parisi).

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Il tonno fresco: una delle delizie offerte dal mare e, anche se un po’ inflazionato, ci piace sempre tanto. Quindi abbiamo voluto provare questa nuova ricetta, semplice e adatta anche ai meno esperti, della cottura al sale.

filetto tonno antiaderente gastrolux

 

Spargete uno strato di sale grosso in una padella antiaderente, precedentemente unta con un filo di olio.

filetto tonno antiaderente gastrolux 2

Attendete che il sale raggiunga la temperatura per la cottura del tonno e poi appoggiate le fette e coprite con un coperchio. Non sarà necessario girarle poiché si cuoceranno con l’umidità che si crea all’interno della padella.

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Per un filetto alto circa 2 cm serviranno circa 15 minuti di cottura.

Eliminate il sale in eccesso sul lato appoggiato della fetta, impiattate e condite con olio d’oliva e scorza di limone. Non saranno necessarie aggiunte di sale visto il tipo di cottura.

padella antiaderente gastrolux

 

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Come preparare un filetto di tonno al sale in pentole e casseruole antiaderenti e di alta qualità a Torino

Da anni trattiamo le pentole di ghisa Le Creuset, un paio di anni fa ho assistito ad una dimostrazione di cottura nella pentola di ghisa da parte dello chef Erny Lombardo e mi son decisa: ho acquistato anch’io la mia prima casseruola di ghisa di Le Creuset. Ora sogno la seconda.

La mia prima cottura in pentola di ghisa Le Creuset è stata uno spezzatino. A cui sono seguiti molti altri esperimenti che vi presenterò prossimamente.
Oggi ho ritrovato le foto del mio primo spezzatino e ve lo racconto!

Oltre ad essere la mia prima cottura in ghisa è stato anche il mio primo spezzatino! Quindi non vogliatemene se non è perfetto! Mi son studiata qualche ricetta tradizionale, ho apportato alcune modifiche per avvicinarlo ai gusti della mia famiglia.

Ricetta per spezzatino di carne con la pentola di ghisa Le Creuset

Ingredienti
400 gr di carne di pollo
400 gr di carne di maiale
verdure per soffritto
aglio
olio
sale
olive denocciolate
rosmarino
timo
peperoncino
1 litro di brodo
farina bianca

Per prima cosa preparare gli ingredienti necessari. Tagliare la carne a cubetti. Preparare il battuto di verdure per il soffritto con mezza cipolla, una carota e una costa di sedano. Tritare finemente le olive denocciolate unendole a rosmarino timo e peperoncino, io ho usato gli aromi in polvere, ma nulla vieta di usare quelli freschi. Preparare il brodo, io ho usato un dado vegetale autoprodotto, ma per ottenere un gusto più deciso si può usare il dado di carne o del brodo di pollo.

Quando tutti gli ingredienti sono pronti si può mettere la casseruola di ghisa sulla fiamma con 3-4 cucchiai di olio e lasciar scaldare a fuoco medio. Con la ghisa non è mai necessario usare fiamme tanto alte, in qualche minuto si scalda e poi mantiene la temperatura raggiunta anche con la fiamma al minimo. Aggiungere all’olio caldo le verdure tritate per il soffritto e uno spicchio d’aglio e lasciarle andare qualche minuto, quando la cipolla sarà trasparente aggiungere le olive miste agli aromi e cuocere altri due o tre minuti. A questo punto si può unire la carne.
Lasciar rosolare bene la carne 10 minuti, girando di tanto in tanto in modo che si cuocia uniformemente.

Trascorsi i dieci minuti versare nella cocotte di ghisa il brodo caldo, la carne deve essere tutta coperta dal brodo, abbassare la fiamma al minimo e coprire con il coperchio.
A questo punto lo spezzatino deve cuocere circa 45 minuti sempre coperto, finché la carne non diventa tenera, controllare e girare un paio di volte durante la cottura.
Verso la fine della cottura aggiungere un cucchiaio di farina per addensare un po’ il brodo ed ottenere un sugo per accompagnare lo spezzatino.

Servire in tavola e buon appetito!

Vasta scelta di pentole di ghisa Le Creuset presso il nostro negozio di Torino oppure visitando il negozio di vendita on-line alla sezione pentole di ghisa.

La linea Torre di Ballarini unisce eccezionali performance in cottura alla preziosa funzionalità salvaspazio. Il manico si può facilmente staccare per poter riporre le padelle, occupando meno spazio, sia in frigo che negli armadi. Senza manico inoltre, le padelle possono andare in forno fino a 230°C.

Le caratteristiche della linea Torre:

  • Un unico manico per tutte le padelle. Può essere usato lo stesso manico su tutte le padelle.
  • Il manico removibile è rivestito di silicone per non graffiare la superficie delle padelle. Sostiene fino a 10 Kg
  • Fondo speciale per induzione brevettato per un rendimento ottimale.
  • SALVASPAZIO impila perfettamente le padelle per utilizzare meno spazio.
  • Rivestimento antiaderente simil-vetro CERAFORCE. Estremamente resistente.
  • Il rivestimento è prodotto senza l’uso di PFAS e non contiene nickel o metalli pesanti.
  • Adatte per induzione, gas, piastra elettrica, forno.
  • Lavabili in lavastoviglie a bassa temperatura.

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Le padelle e casseruole antiaderenti sicuramente le più diffuse nelle nostre cucine.

Quali sono le caratteristiche delle pentole in alluminio con rivestimento antiaderente? Valutiamo pro e contro

Tra le più diffuse nelle nostre cucine e nei negozi, le pentole con rivestimento antiaderente mantengono i pregi di elevata conducibilità, di leggerezza e quindi maneggevolezza e di buona robustezza come quelle in alluminio puro, eliminandone in aggiunta i due grossi difetti. Infatti le pentole in alluminio antiaderente non alterano i cibi con cui vengono a contatto, nemmeno dopo un contatto prolungato, ed è quindi possibile conservare i cibi al loro interno; ed è anche possibile lavarle in lavastoviglie, sebbene i lavaggi più aggressivi possono rovinare più velocemente il rivestimento antiaderente.

In questi ultimi anni si è molto parlato dell’antiaderente come di un rivestimento nocivo ed assolutamente da evitare, in realtà non tutte le notizie passate sui mezzi di informazione erano esatte e corrette e si è fatta un po’ di confusione; per approfondire questo specifico argomento vi rimandiamo ad un nostro precedente post che lo trattava. Qui ribadiamo che a nostro parere le pentole con rivestimento in antiaderente sono da preferire ad altre in quanto, proprio il loro rivestimento, permette di cucinare utilizzando pochi o nessun grasso, inoltre evitando che il cibo si attacchi al fondo e bruci evitano anche che si sviluppino sostanze dannose per la salute o addirittura tossiche.

Le pentole in alluminio antiaderente sono ottime per cotture veloci come le frittate e i soffritti, e per tutte quelle cotture che hanno bisogno di temperature controllate come le creme e i risotti. Nello stesso materiale si costruiscono inoltre strumenti da forno e teglie di tutte le forme e misure per la preparazione di torte e dolci.

Anche l’antiaderente ha però un difetto, ovvero la sua durata limitata nel tempo, potranno essere un paio di anni per le più economiche e “da battaglia”, quattro o cinque per quelle di media qualità, dieci o anche di più per quelle di alta qualità, ma prima o poi le pentole in alluminio antiaderente sono destinate ad essere sostituite.

Per prolungarne la durata è consigliabile seguire pochi accorgimenti:

  • dopo il primo lavaggio della pentole, asciugarla e stendere un leggero strato di olio sul fondo. Ripetere questa operazione di tanto in tanto;
  • NON utilizzare utensili metallici e NON tagliare il cibo all’interno delle pentole. Utilizzare sempre utensili in legno, plastica o silicone;
  • NON utilizzare per lavare spugnette abrasive, pagliette o spazzole metalliche. Usare invece detergenti liquidi e semplici spugne. Preferire il lavaggio a mano a quello in lavastoviglie;
  • NON surriscaldare a vuoto le pentole per non danneggiare il rivestimento ed evitare grossi sbalzi di temperatura che possono deformare il fondo;
  • sostituire le pentole quando i graffi diventano estesi perchè non sono più in grado di garantire l’antiaderenza durante la cottura.

La pagella delle padelle in alluminio antiaderente:

CONDUTTIVITÀ TERMICA: ottima – Adatto a cotture veloci (soffritti, frittate, carni e verdure saltate in padella…) oppure dove la precisione della temperatura è fondamentale (creme, dolci o risotti dove a cottura ultimata la temperatura deve scendere in fretta)

PESO E MANEGGEVOLEZZA: ottimi. Peso specifico basso, 2,7 grammi al cm3, un terzo dell’acciaio. Quindi facile da maneggiare anche su misure molto grandi.

ROBUSTEZZA: buona. Abbastanza robusto purché costruite con spessori elevati, 3-5mm é quello consigliato, perché essendo un materiale malleabile se troppo sottile potrebbe facilmente ammaccarsi o deformarsi con gli sbalzi di temperatura.

FACILITÀ DI PULIZIA: alta. Facendo attenzione a non usare pagliette abrasive. Il lavaggio in lavastoviglie è possibile, ma il lavaggio manuale preserva maggiormente il rivestimento antiaderente.

COSTO: da contenuto ad elevato. Prendendo a riferimento una casseruola da 20 cm il costo può variare dai 20 a più di 100 Euro. Variazioni di prezzo così elevate sono date dai diversi spessori e dalla diversa qualità del materiale di rivestimento utilizzato.

FACILITÀ DI REPERIMENTO: molto alta.

Innanzitutto va detto che per fabbricare pentole, casseruole o altri utensili da cucina, da usare a contatto con gli alimenti, le norme prevedono che si utilizzi alluminio puro al 99,5%.

L’alluminio è uno dei materiali più usati nella fabbricazione di pentole ma anche di altri utensili da cucina, basti pensare alle caffettiere, ma anche per articoli da forno e di design viene scelto questo materiale.

“L’alluminio è un metallo leggero ma resistente, con un aspetto grigio argento a causa del leggero strato di ossidazione che si forma rapidamente quando è esposto all’aria e che previene la corrosione in quanto non solubile. L’alluminio ha un peso specifico di circa un terzo dell’acciaio, o del rame; è malleabile, duttile e può essere lavorato facilmente; ha una eccellente resistenza alla corrosione e durata. L’alluminio è uno degli elementi più diffusi sulla terra (8,3% in peso), secondo solo a ossigeno (45,5%) e silicio (25,7%) e paragonabile al ferro (6,2%) e al calcio (4,6%). Le proprietà salienti dell’alluminio sono: basso peso specifico; alta conducibilità termica ed elettrica; elevata plasticità; eccellente duttilità e malleabilità”.

In realtà le pentole di alluminio puro erano più diffuse un tempo che oggi. Ora lo troviamo più spesso rivestito di materiale antiaderente o di ceramica, o ancora come fondo delle pentole in acciaio. Questo perché nonostante la buona conduttività termica, che consente cotture veloci e uniformi, la leggerezza e il prezzo non eccessivo, presenta alcuni inconvenienti che lo rendono poco pratico all’uso comune; mentre è ancora molto usato nelle cucine professionali.

Difetti delle pentole in alluminio

Due sono i difetti dell’alluminio, il primo è che alcuni alimenti a contatto con questo materiale si alterano (ad esempio la cipolla e il pomodoro) e che comunque il contatto prolungato dei cibi con i recipienti di alluminio è sconsigliato, quindi è buona norma togliere il cibo dalle pentole subito dopo la cottura e conservarlo in recipienti diversi. Il secondo difetto è che questo materiale tende a scurirsi con l’aria, l’uso e i lavaggi. In parte questo difetto è attenuato nell’alluminio anodizzato, un trattamento elettrochimico che viene praticato da alcune aziende produttrici di pentole e che crea una protezione, ciò nonostante è assolutamente sconsigliato il lavaggio in lavastoviglie.

Caratteristiche tecniche, vantaggi e pregi delle pentole in alluminio

CONDUTTIVITÀ TERMICA: ottima. Adatto a cotture veloci (soffritti, frittate, carni e verdure saltate in padella…) oppure dove la precisione della temperatura è fondamentale (creme, dolci o risotti dove a cottura ultimata la temperatura deve scendere in fretta).

PESO E MANEGGEVOLEZZA: ottimi. Peso specifico basso, 2,7 grammi al cm3, un terzo dell’acciaio. Quindi facile da maneggiare anche su misure molto grandi.

ROBUSTEZZA: buona. Abbastanza robusto purché costruite con spessori elevati, 3-5mm é quello consigliato, perché essendo un materiale malleabile se troppo sottile potrebbe facilmente ammaccarsi.

FACILITÀ DI PULIZIA: scarsa. Da eseguire solamente a mano senza pagliette abrasive. Non è consigliato lavare in lavastoviglie.

COSTO: contenuto. Prendendo a riferimento una casseruola da 20 cm il costo medio va dai 20 ai 40 euro a seconda di spessori e manicatura.

FACILITÀ DI REPERIMENTO: mediamente diffuse.

Acciaio, antiaderente o ghisa? O ancora alluminio, rame oppure terracotta? I materiali con cui sono fatte pentole e padelle sono davvero tanti, alcuni più tradizionali come l’alluminio e la terracotta, altri più moderni come l’antiaderente o il nuovissimo rivestimento in ceramica.

Come scegliere tra un materiale e l’altro? Qual è il più conveniente o il più duraturo? Qual è la giusta pentola per cuocere un ottimo risotto? E per l’arrosto? Per le cotture in umido oppure per i fritti?

Iniziamo con questo post ad analizzare quali sono le caratteristiche dei diversi materiali con cui vengono costruite pentole e casseruole. Cercheremo di descriverne i pregi e i difetti, analizzando sia le caratteristiche in cottura dei diversi materiali, sia la facilità o meno di manutenzione.

Innanzitutto ecco una breve panoramica dei diversi prodotti che si trovano abbastanza comunemente in commercio:

  • Pentole in alluminio;
  • Pentole in alluminio con rivestimento antiaderente;
  • Pentole in alluminio con rivestimento in ceramica;
  • Pentole in acciaio inossidabile;
  • Pentole in ghisa;
  • Pentole in rame, solitamente stagnato o con interno in acciaio;
  • Pentole in terracotta;
  • Pentole in ferro;
  • Pentole in pyrex;
  • Pentole in pietra;

Decisamente più rari, ma comunque esistenti, si trovano anche alcuni pezzi prodotti in argento e in oro! Ma noi non li abbiamo mai provati…

La prima cosa da sapere è che questi diversi materiali hanno una diversa capacità di condurre il calore e questo incide poi sulla resa in cottura!

Ecco la tabella con i valori di conduttività termica dei diversi materiali con cui si costruiscono comunemente le pentole:

La conduttività termica, che si esprime tramite una formula, misura la predisposizione di una sostanza a farsi attraversare in modo uniforme e veloce dalle variazioni di temperatura e quindi a trasmettere il calore o a creare uno strato isolante; la capacità di condurre il calore cresce con lo spessore del materiale.

Tradotto in termini pratici, in cucina, una pentola costruita con un materiale con un’alta capacità di conduzione consente di regolare la temperatura in maniera efficace, la distribuzione uniforme del calore su tutta la superficie della pentola e la riduzione del rischio di surriscaldamento e bruciature.

Diversamente una pentola con bassa capacità di condurre il calore si scalderà e trasmetterà il calore lentamente, e altrettanto lentamente tornerà a temperature più basse, ottima caratteristica per certe tipologie di cottura, ma non per tutte.

Altre caratteristiche da valutare sono sicuramente il peso e quindi la maneggevolezza della pentola, la robustezza, la facilità di pulizia, il costo e la facilità di reperimento. Nei prossimi post cercheremo di analizzare le caratteristiche dei diversi materiali per capire qual è la pentola giusta, anticipiamo già che non c’è una risposta univoca, ogni materiale ha pregi e difetti, quindi… fate la vostra scelta gente!

Presso il nostro negozio di Torino troverete una vasta scelta di pentole e casseruole in diversi materiali, oppure visitate il nostro sito on-line alle sezioni PENTOLE o CASSERUOLE.

La Coltelleria Iori di Torino è un negozio specializzato nella vendita di pentole e casseruole

 

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